jiu jitsu: elisir di giovinezza

jiu jitsu: elisir di giovinezza

Ormai è noto , il jiu jitsu è duro e difficile.Una delle prime cose che si apprendono,approcciando a questa arte marziale, è lo sparring. La tecnica è fondamentale ma ancor di più è saperla utilizzare in un contesto di “lotta” vera, reale. Lo sparring si pratica sempre, tutti gli allenamenti , fin dalle primissime lezioni e praticamente per tutti gli anni che ci si allena.Ma quando ci si invecchia??Si va in palestra lo stesso, sedendoci a bordo tatami, dando consigli ai “giovani ” lottatori? La risposta è no. Il jiu jitsu è speciale, per certi aspetti magico.
Il BJJ è un arte che si adatta a te, alla tua fisicità e non viceversa. Mette a nudo le tue debolezze ma anche i tuoi punti di forza.Ti permette di sviluppare tattiche e sequenze di attacchi/difesa più adatte alle tua fisicità. Ci vogliono anni è vero, ma proprio per questo è un elisir di giovinezza. Una volta capiti i nostri punti forza e consolidata un buona tecnica, possiamo compensare le carenze che l’invecchiamento ci toglie.
Analizziamo meglio un paio di elementi: una caretteristica fisica che si perde con l’età è la flessibilità; la forza rimane, o per lo meno si mantiene a livelli accettabili con un modesto allenamento. Il lavoro che bisogna fare, specie dopo i “35”, è dedicarsi più ad esercizi di stretching, ma senza cambiare molto le nostre abitudini lottatorie. Di suo il jiu jitsu ci rende flessibili, le numerose posizioni a terra comportano un adeguato sviluppo di questa caratteristica.
Secondo elemento: l’apertura mentale.
Non esistono sequenze o combinazioni di lotta infallibili. E’vero, l’abilità del lottatore è proprio quella di portare la lotta “nel proprio gioco” imponendolo , ma le varianti sono infinite. Il lottatore esperto, grazie alla sua apertura mentale, riesce a cogliere in un istante, magari da una presa, da una posizione, quell’elemento necessario ad aprire un nuovo scenario in grado di sorprendere l’avversario. “sfrutta quello che l’avversario ti offre, non importi mai con la forza” diceva il mio maestro quando da cintura bianca volevo a tutti i costi “strappare” una leva ad un braccio ben difeso.. a quei tempi serviva per gestire le energie, oggi che non sono più un un giovane mi permette di fare diversi round di sparring durante l’allenamento.
Importante è anche la scelta dello sparring, non dimentichiamoci che dobbiamo allenarci. Scegliamoci per esempio, uno sparring leggero per poi farne uno pesante…scegliere compagni giovani ai primi round per poi allenarsi a ritmi più contenuti con dei coetani , ma la cosa più importante è lasciare sempre il prorpio Ego fuori dalla porta. Mai si vince mai si perde nulla in accademia.Tutti aiutano tutti(leggere l’altro post BJJ: Sport individuale o di squadra?http://www.fusionacademy.it/bjj-sport-individuale-o-di-squadra/) e il traguardo del singolo è una vittoria del gruppo.
Concludo condividendo un bellissimo ricordo che risale al campionato Europeo del 2015, quando io ed il mio amico Gigi incontrammo Helvecio Penna a Lisbona. Per chi non conoscesse Helvecio gli consiglio vivamente di guardare il link allegato…lui è l’essenza, è l’elisir, che non si beve..si assume semplicemente ammirandolo! A 56 anni gareggia nella massima divisione “adult” e ogni volta che sale sul tatami è il delirio!!