EGO:il tuo peggior nemico

EGO:il tuo peggior nemico

Che l’ego possa essere d’intralcio alla crescita e lo sviluppo delle capacità umane è appurato. E’ frase ricorrente “l’ego è il tuo peggior nemico, combattilo!”… la realtà è che a nessuno di noi piace perdere. La sconfitta se pur ottenuta con caparbietà è pur sempre una grande delusione e che sia costruttiva lo si comprende solamente dopo molto tempo e dopo un lungo percorso.

Ma cos’è che rende l’ego un potenziale ostacolo alla nostra crescita? Il pericolo che per non vederlo calpestato si perda progressivamente la voglia di fare, di provare…in parole povere di confrontarsi.

Nel jiu jitsu lo scontro è parte integrante della didattica: non si può praticare BJJ se non si prova con gli altri.

Intraprendere questo cammino significa accettare fin da subito che a ogni allenamento segue lo sparring e questo è uno dei motivi per i quali solo una bassissima percentuale di praticanti raggiunge la cintura nera.

Non dimentichiamo però che il confronto deve essere costruttivo, alla base è dunque necessario un approccio sano allo sparring volto all’apprendimento e alla crescita del praticante.

Questo vale soprattutto per i nuovi arrivati che, nuovi agli sport da combattimento, soffriranno particolarmente la grande pressione e il grande dispendio di energie che la lotta richiede.

Uno modo efficace per combattere se stessi soprattutto se si pratica già da un po’ è quello di abbandonare la propria “confort zone”: cioè smettere di lottare utilizzando la nostra migliore strategia e metterci in posizioni critiche che soffriamo particolarmente.

Il risultato sarà quello di subire talmente tanto in termini di pressione e sottomissioni da far accendere la spia del proprio ego.

E’ qui che si rischia di incorrere nel pericolo costituito da noi stessi, diventerà necessario in nome della propria crescita personale saper incassare la sconfitta e pensare invece all’esperienza acquisita, ai nuovi schemi motori sperimentati e alle nuove strategie da attuare per gestire la situazione per noi troppo scomoda. Saper perdere per saper apprendere. Così facendo saremo in grado di allenare non solo il nostro corpo, ma l’arma più forte che un lottatore possiede: la mente.

Come ogni altra disciplina che prevede il confronto, il jiu jitsu crea una relazione molto intima con noi stessi, mettendo costantemente alla prova il nostro livello di fiducia, di confidenza e modificando pian piano la percezione che abbiamo di noi.

Il tatami non mente: lui ci dirà sempre la verità senza filtri. Sta a noi abbracciarla, anche quando è scomoda.

L’Ego non è altro che uno zaino pesantissimo che mettiamo sulla schiena. Rallenta tutto ciò che normalmente facciamo con serenità, con amore e rilassatezza.

Importante dunque è porci fin da subito delle regole. Davanti alle regole si ha meno margine d’azione, per cui più facile sarà anche l’approccio al Jiu jitsu.

1) Ricordiamoci cosa ci ha spinto a cominciare e poi cosa ci ha spinto a perseverare. Teniamo sempre a mente quali stati d’animo vivevamo agli inizi, la spensieratezza nell’andare ad allenarci, la gioia di incontrare gli amici, i nostri compagni di pratica. Il senso di stupore verso le tante finalizzazioni subite. In fondo questo ci affascinava, perché si pregustava già il momento in cui saremmo stati noi un giorno a sottomettere gli avversari.

2) E’ importante non paragonarsi a nessuno, mai, specie con i compagni di accademia. Essere ispirati è una cosa, l’eccesso di competizione è deleterio. Ognuno di noi ha percorsi diversi, età diverse, stimoli diversi. Gli stimoli non sono gli stessi, ma soprattutto gli obbiettivi da raggiungere differenti. C’è un enorme differenza tra un agonista di venti anni e un padre di famiglia.

3) Quando abbiamo voglia di forzare e lottare più “duro” rivolgiamoci ai ragazzi più prestanti, agli agonisti. Siamo cioè severi con noi stessi e non scegliamo sempre i soliti sparring che sappiamo gestire con facilità: mettiamoci sempre in gioco a costo di subire.

4)Ricordiamoci sempre che noi non siamo la nostra cintura , siamo molto di più . Come dice il maestro Royce Gracie “la cintura nera copre solamente pochi cm di culo.

Devi coprire il resto”.

 

 

Si parte dal corpo per arrivare alla conoscenza del nostro io più profondo. La crescita avviene naturalmente, mettendosi a nudo davanti alle difficoltà di uno sparring o fronteggiando i nostri limiti. Perseveranza, carattere e spirito agonistico sono tutti potenti alleati per la nostra crescita, il bjj restituisce con gli interessi il tempo che noi decidiamo di investire in questa meravigliosa arte marziale. L’ego è parte integrante del nostro io, solo non lasciamo che sia lui a decidere il nostro percorso.