Eddie Bravo e John Danher i profeti del subs only

Eddie Bravo e John Danher i profeti del subs only

Recentemente ho letto un’intervista di Gordon Ryan nella quale il fortissimo grappler soprannominato “the king” allievo del guru John Danher, ribadisce quanto già predetto dal suo maestro: “tra dieci anni non ci saranno più tornei con il GI in America”.

Questa sua affermazione in realtà fu in qualche modo anticipata da Eddie Bravo venti anni prima, quando creò il suo network di palestre in giro per il mondo, il 10TH Planet Jiu Jitsu.

Ma andiamo con ordine: Eddie ebbe l’idea di “epurare” dal BJJ tutto quello che lui riteneva non efficace. Questa sua intuizione lo portò a fare una drastica selezione delle tecniche da utilizzare, rendendo la sua didattica vocata all’utilizzo di strategie volte alla sottomissione dell’avversario. La naturale conseguenza di questo approccio pragmatico all’arte fu anche quella di eliminare l’uniforme, il GI, affermando in sostanza che esso rappresentasse più un impedimento che altro (specie la giacca).

Con l’espansione del BJJ avvenuto negli ultimi anni è sorta la necessità di rendere più “fruibile” e accessibile al grande pubblico la nostra amata arte attraverso tornei trasmessi anche in pay per view dove viene premiata l’azione, la sottomissione.

Ormai dilagano i tornei Subs only e le borse corrisposte agli atleti cominciano ad essere cospicue. Il signor Danher, ha dichiarato che nei prossimi anni gli atleti pro di BJJ avranno ingaggi equiparabili ai fighter di MMA, questo è comprensibile vedendo il seguito ormai raggiunto.

Ma la domanda è: il BJJ NOGI è più efficace del GI mode?

La risposta potrebbe essere scontata, ma se mi fermo a riflettere sul mio percorso personale (forse perché appartengo alla seconda generazione di praticanti, ovvero alla generazione che ha imparato dai pionieri del BJJ in Italia puramente GI style) penso principalmente ai due aspetti della questione.

Il primo è legato all’audience: i tornei SUB ONLY sono più dinamici (non dimentichiamoci che il BJJ moderno si avvale di un forte background di wrestling e quindi più spettacolare in termini di proiezioni e top position), più approcciabile dai neofiti che prediligono lo scontro duro e fisico.

Il secondo aspetto è legato alla questione dello stallo: il GI implica una lotta strategica che spesso porta ad una “stasi” della lotta nella continua ricerca della presa ottimale sul panno indossato. Pochi leglock e molte tecniche esotiche legate ai “vari lembi di GI” da utilizzare per imbavagliare l’avversario.

Il NOGI è il futuro, semplicemente per il discorso legato al business. La lotta NOGI introduce l’aspetto della spettacolarità rendendo lo show godibile anche da chi non comprende a fondo lo scontro tecnico e di volontà che la lotta con il GI implica. Pensiamo per esempio ai mitici e leggendari incontri fatti dal gran Master Helio Gracie, senza limiti di tempo, lotte di ore…in quel caso lo stallo rappresentava la strategia: fiaccare l’avversario con prese al GI… prima dello scacco matto!!

Per questo credo che il BJJ debba essere tramandato così come è stato concepito, perché insegnare il solo il NOGI limita fortemente l’arsenale tecnico di qualsiasi praticante soprattutto se è agli inizi del suo percorso.